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Lo storico Caffè Pedrocchi a Padova

Lo storico Caffè Pedrocchi a Padova
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Il Caffé Pedrocchi di Padova, noto anche come Caffè senza porte perché aperto h24, oltre ad essere uno dei più importanti caffè europei è tra i più famosi caffè storici e letterali d'Italia, una vera e propria icona per la città. Questo caffè nasce nel 1831 dall'incontro di due grandi talenti dell'epoca ovvero quello imprenditoriale di Antonio Pedrocchi e quello architettonico di Giuseppe Jappelli.

Un po' di storia


La nascita del Caffè Pedrocchi risale al 1800, quando Antonio Pedrocchi lo eredita dal padre. All'epoca, però, non era altro che una vecchia bottega. Tuttavia, godeva di un gran via vai, in quanto situata in un punto strategico della città, vicino al Municipio, al mercato, al teatro e alla piazza dei Noli, oggi conosciuta come piazza Garibaldi. Inoltre, la bottega si trovava nelle vicinanze dell'Università di Padova. Ad Antonio Pedrocchi, lo spirito imprenditoriale non mancava di certo e per questo, non appena ricevette in eredità la bottega, cominciò anche ad acquistare anche dei locali vicini.

Così facendo, in pochi anni si ritrovò ad essere il proprietario di un angolo della città. Il suo desiderio era quello di realizzare il caffè più bello del mondo, ma per farlo dovette affidarsi all'architetto Giuseppe Jappelli, un conosciuto paesaggista, già affermato in città e frequentatore dello stesso caffè. Grazie ai guadagni ottenuti dalla torrefazione del caffè, Pedrocchi, riuscì a finanziare l'ambizioso progetto dell'amico architetto.

Tuttavia, decise di suddividere l'edificio in due zone distinte: la prima aperta 24 ore al giorno e destinata ad ospitare chiunque; e la seconda che chiamò Ridotto, riservata all'alta società padovana, un luogo di feste, balli, ma anche di riunioni massoniche e segrete, di incontri d'affari, uno spazio riservato a trattative commerciali esclusive, proprio nel cuore della città. L'edificio non aveva porte perché doveva essere aperto a tutte le ore e per volere del proprietario, a nessuno doveva essere negato un bicchiere d'acqua, una presa di tabacco e ago e filo per rattoppare un vestito o un ombrello.

L'edificio


Il Caffè Pedrocchi è tra i pochi superstiti degli antichi caffè italiani, situato proprio nella centralissima piazza, la sede del comune, Palazzo Moroni, e la sede dell'Università, il Bo. Durante lo scavo delle fondamenta, vennero riportate alla luce delle colonne antiche, ora conservate al Museo Civico, e diversi marmi che vennero utilizzati nella costruzione del Caffè. L'edificio è caratterizzato da una forma triangolare, che deriva dalla pianta a forma di pianoforte. L'archittetura che lo contraddistingue è davvero straordinaria: lo stile neoclassico e quello gotico veneziano sono mescolati alla perfezione, non mancano richiami esotici egizi e cinesi, molto in voga all'epoca. L'estro dell'archietto Jappelli e il clima romantico dell'Ottocento vengono rispecchiati in maniera perfetta. La facciata situata nella zona nord del Caffè presenta due porticati con colonne doriche, preceduti da 4 leoni scolpiti dallo scultore Giuseppe Petrelli. Su richiesta di Antornio Pedrocchi, l'architetto Jappelli, aveva progettato una fontana con una statua di Ebe del Canova per la piazzetta di fronte al Caffè, ma non venne mai realizzata.

Il pianterreno, quello destinato alla caffetteria, è composto da un susseguirsi di stanze denominate in base al colore della tappezzeria. Le tre sale principali del piano terra sono la Sala Bianca, La Sala Rossa, e la Sala Verde, dedicate al tricolore italiano. Ognuna di queste, presentava delle caratteristiche diverse:


- Sala Verde: questa era aperta a tutti, anche agli studenti squattrinati che potevano fermarsi il tempo che volevano senza l'obbligo di consumare, ma anche solo per poter bere un bicchiere d'acqua. Sembra proprio che da questa derivi il detto restare al verde. Questa sala, ancora oggi, è aperta a chiunque voglia sedersi a scambiare due chiacchiere o leggere il giornale in tranquillità senza avere l'obbligo di consumazione.

- Sala Rossa: questa sala si trova proprio al centro del Caffè e presenta, ancora tutt'ora, il bancone in marmo con i piedi a zampa di leone disegnato da Jappelli e l'orologio, che all'epoca aveva una funzione simbolica, ovvero quello di ricordare ai padovani e ai visitatori che quel Caffè non chiudeva mai.

- Sala Bianca: in quest'ultima è possibile vedere la targa con la citazione di Stendhal, un habitué del Caffè Pedrocchi, ma questa non è l'unica traccia della storia, in quanto è molto nota anche per il segno del proiettile austriaco lasciato durante i moti del '48.

- Sala gialla: proprio alla destra a destra della Sala Verde, si trova la Sala Gialla, conosciuta anche come Sala della Borsa, poiché era in questo luogo che si incontravano i commercianti per stabilire il prezzo di alcune merci.

Un ripido scalone conduce, poi, al piano superiore, quello Nobile. Questo venne inaugurato nel 1842, in occasione del IV congresso degli scienziati italiani. Un tempo sede del circolo cittadino, questo piano è costituito da una serie di spazi funzionali caratterizzati da decorazioni con stili diversi. Qui, troviamo la sala etrusca, la sala romana, la sala greca, la sala egizia, la sala moresca, lo stanzino barocco rinascimentale, la sala gotica-medievale e l'immensa sala Rossini, che ospitava feste e balli. Ogni sala aveva una funzione speficica, quella etrusca, ad esempio, era adibita a guardaroba. I vari ambienti sono decorati con soggetti che richiamano lo stile di ogni sala.

Alcune curiosità sul Caffè Pedrocchi a Padova


Com'è diventato proprietà del comune?


Nel 1852 con la morte di Antonio Pedrocchi, la proprietà passò nelle mani del figlio di uno dei suoi garzoni, Domenico Cappellato, che venne adottato. Quest'ultimo si impegnò nel gestire il locale allo stesso modo di Pedrocchi, anche se dovette vendere alcuni locali. Quando questo spirò nel 1891 lasciò scritto nel testamento che la proprietà sarebbe stata devoluta al comune di Padova.

Gli ospiti più famosi del Caffè


Nell'800, il Caffè Pedrocchi è stato luogo prediletto di vari tipi di incontri, da quelli intellettuali a quelli commerciali, da accademici a uomini politici. Questo Caffè, in fatto di ospiti famosi, non ha nulla da invidiare ai più rinomati della vicina Venezia. Tanti sono stati gli ospiti illustri che lo hanno frequentato, tra questi: Gabriele D'Annunzio, Eleonora Duse, Stendhal, Alfred De Musset e tanti altri.

Il caffè Pedrocchi menta e cacao e l'aperitivo gratis!


Si tratta della specialità della casa, il caffè con crema di menta e scaglie di cioccolato. In seguito, la bevanda è stata imitata anche da altre caffetterie. Stando a quando dice un'antica tradizione padovana, chiunque entri al Pedrocchi prima di laurearsi, non riuscirà a portare a termine gli studi. Per sfatare questo falso mito, i gestori del locale hanno inventato il P31, l'aperitivo gratis, rigorosamente verde, offerto a due persone nella stessa giornata in cui si riceve l'agoniato 30 all'esame.

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