Nella città natale dell'Aperol e del famoso aperitivo, tanto famoso da aver varcato i confini nazionali e approdato su richiesta anche in Spagna e Germania, sono ben 9 i bar denunciati per frode e contraffazione.
Un controsenso, figlio di una identità ormai andata persa nel cuore di Padova, visto che la maggior parte dei locali storici sono ormai passati di mano a stranieri, spesso orientali, poco attratti a mantenere viva la tradizione e più orientati a far cassa.
Secondo i carabinieri, infatti, in 9 locali i baristi utilizzavano prodotti diversi, sottomarche o surrogati, per produrre la famosa bevanda composta da Aperol, selz e vino bianco.
Diverse le modalità: dall'aperol mescolato a quello surrogato, al surrogato travasato tranquillamente nelle bottiglie originali, beffando i clienti convinti invece di acquistare il verso spritz aperol.
A monte di questo scandalo, il costo ridotto dei surrogati, che conti alla mano costano dal 50 al 70% in meno rispetto al prodotto originale.
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