Chi possiede o utilizza un immobile nel Comune di Padova deve fare i conti principalmente con due tributi locali: IMU e TARI. Sebbene entrambe riguardino gli immobili, funzionano in maniera molto diversa: l'IMU è legata principalmente al possesso dell'immobile, mentre la TARI serve a finanziare il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti.
Vediamo quali sono le principali regole previste a Padova nel 2026, chi deve pagare, quali sono le scadenze e le principali agevolazioni.
L'IMU, Imposta Municipale Propria, si applica a fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli secondo le disposizioni previste dalla normativa nazionale e dal Comune.
In linea generale è tenuto al pagamento il proprietario dell'immobile oppure il titolare di un diritto reale, come usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie.
In presenza di più proprietari, ciascun soggetto versa l'IMU in proporzione alla propria quota e al periodo di possesso dell'immobile.
L'imposta viene calcolata su base annuale. Nel caso di acquisto o vendita durante l'anno, il mese viene attribuito al soggetto che ha posseduto l'immobile per più della metà dei giorni del mese.
La normale abitazione principale non di lusso è esente dall'IMU, insieme alle relative pertinenze nei limiti previsti dalla normativa.
La situazione cambia per le abitazioni principali appartenenti alle categorie catastali considerate di pregio o lusso, per le quali continua ad applicarsi l'imposta secondo le regole previste.
Per chi possiede una seconda casa a Padova, invece, l'IMU è normalmente dovuta.
Questo aspetto assume particolare importanza in una città caratterizzata da un consistente mercato degli affitti, delle abitazioni per studenti e degli immobili acquistati a scopo di investimento.
Per il 2026 il Comune di Padova ha confermato le aliquote e le detrazioni applicate nel 2025.
La base imponibile dei fabbricati viene determinata partendo dalla rendita catastale, mentre per i terreni agricoli viene considerato il reddito dominicale. Per le aree edificabili occorre invece fare riferimento al valore venale in comune commercio.
Il Comune mette inoltre a disposizione un calcolatore IMU online, attraverso il quale è possibile determinare l'importo dovuto e predisporre il modello F24.
Una delle agevolazioni più interessanti per i proprietari di immobili a Padova riguarda le abitazioni concesse in locazione attraverso un contratto a canone concordato.
Gli immobili affittati mediante contratti conformi alla Legge 431/1998 e alle condizioni stabilite dagli Accordi territoriali per le locazioni della città di Padova possono beneficiare delle aliquote agevolate previste dal Comune e della riduzione dell'imposta al 75%.
Si tratta quindi di un elemento da considerare quando si confronta la convenienza economica tra differenti formule di locazione.
Il pagamento dell'IMU avviene normalmente in due momenti.
Per il 2026 l'acconto doveva essere versato entro il 16 giugno 2026 ed era pari all'imposta relativa al primo semestre. Era inoltre possibile versare direttamente l'intera imposta annuale alla prima scadenza.
Il saldo viene invece effettuato a dicembre, secondo la scadenza ordinaria prevista dalla normativa.
Il pagamento viene eseguito mediante modello F24.
Il codice identificativo del Comune di Padova da riportare nel modello è G224. Tra i principali codici tributo troviamo 3912 per l'abitazione principale nei casi in cui l'imposta sia dovuta, 3914 per i terreni, 3916 per le aree fabbricabili e 3918 per gli altri fabbricati diversi dalla categoria D.
L'importo minimo previsto dal Comune è di 12 euro annui per soggetto passivo: sotto questa soglia l'imposta non è dovuta.
Diversa è la logica della TARI, la tassa destinata alla copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Nel Comune di Padova il gestore del servizio di raccolta dei rifiuti e della TARI è AcegasApsAmga.
A differenza dell'IMU, la TARI non dipende semplicemente dalla proprietà dell'immobile. È tenuto al pagamento chi possiede, detiene oppure occupa a qualsiasi titolo locali o aree suscettibili di produrre rifiuti.
Può quindi essere soggetto alla TARI anche chi utilizza un immobile senza esserne proprietario.
Per le utenze domestiche, la tariffa viene determinata considerando principalmente:
Per i residenti a Padova il numero degli occupanti viene determinato considerando le risultanze dell'anagrafe comunale e la dichiarazione presentata.
Per le abitazioni occupate da non residenti, invece, il Comune considera convenzionalmente due occupanti, salvo diversa indicazione in aumento o diminuzione.
Per le utenze non domestiche il calcolo dipende principalmente dalla superficie e dalla tipologia dell'attività esercitata.
All'importo della TARI si aggiungono inoltre le componenti previste dalla normativa, compreso il TEFA, il tributo provinciale destinato alle funzioni di tutela, protezione e igiene ambientale.
Nel Comune di Padova il pagamento della TARI viene suddiviso in tre rate quadrimestrali.
Nel 2026 le scadenze indicate dal Comune sono:
16 marzo 2026 – prima rata
15 luglio 2026 – seconda rata
10 dicembre 2026 – terza rata
La bolletta viene trasmessa da AcegasApsAmga tramite posta oppure attraverso modalità telematiche, in base alle preferenze indicate dall'utente.
Chi utilizza l'App IO può inoltre ricevere una notifica dell'emissione della bolletta prima della scadenza.
Il pagamento può essere effettuato utilizzando il PagoPA allegato alla bolletta oppure attraverso lo Sportello Online TARI.
Le persone fisiche possono accedere allo sportello digitale tramite SPID o Carta d'Identità Elettronica (CIE).
All'interno dell'area personale è possibile consultare gli avvisi di pagamento emessi dal 1° gennaio 2023, verificare l'estratto conto e lo stato dei pagamenti, controllare la tariffa applicata e la superficie assoggettata alla tassa ed effettuare direttamente i pagamenti tramite PagoPA.
Una novità importante riguarda il bonus sociale rifiuti destinato alle famiglie economicamente più fragili.
Il beneficio consiste in una riduzione del 25% della TARI annuale, con esclusione del TEFA.
Il bonus viene riconosciuto agli utenti domestici appartenenti a nuclei familiari con ISEE non superiore a 9.530 euro. La soglia sale a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico.
L'agevolazione viene riconosciuta automaticamente sulla base dei dati trasmessi dall'INPS e, pertanto, il contribuente che possiede i requisiti non deve presentare una specifica domanda.
È uno dei dubbi più frequenti.
In un normale contratto di locazione di lunga durata, l'IMU rimane generalmente a carico del proprietario, mentre la TARI è normalmente dovuta dall'occupante dell'immobile, quindi dall'inquilino.
La ragione è semplice: l'IMU colpisce il possesso dell'immobile, mentre la TARI è collegata alla disponibilità di locali potenzialmente in grado di produrre rifiuti.
Particolare attenzione deve essere posta alle locazioni di breve durata e alle situazioni in cui l'immobile viene utilizzato da soggetti diversi durante l'anno, perché l'individuazione del soggetto tenuto agli adempimenti TARI può richiedere una valutazione della durata e delle modalità di occupazione.
Chi possiede una seconda abitazione a Padova deve quindi considerare entrambe le imposte, ma con criteri differenti.
L'IMU è normalmente dovuta dal proprietario e viene calcolata sulla base del valore catastale e dell'aliquota applicabile.
La TARI dipende invece dall'utilizzo dell'immobile, dalla superficie e, per le utenze domestiche, dal numero degli occupanti secondo i criteri previsti dal Comune.
Per un proprietario che acquista un appartamento da mettere a reddito è quindi importante considerare IMU e TARI già nella valutazione della redditività complessiva dell'investimento, insieme alle imposte sui redditi derivanti dalla locazione, alle spese condominiali e ai costi di manutenzione.
Vediamo quali sono le principali regole previste a Padova nel 2026, chi deve pagare, quali sono le scadenze e le principali agevolazioni
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